Un nuovo partito popolare per la 3a Repubblica

Questa situazione di stallo della politica e parlo di quella con la “P” maiuscola deve preparare il terreno per costruire una nuova fase del popolarismo che guardi in maniera obiettiva la situazione attuale e quella del futuro. Immaginare scenari apocalittici per il 2012 sarebbe anche facile, visto non solo le condizioni economiche che porteranno inevitabilmente il nostro Paese in un lento declino e alla stagnazione economica, quello che dobbiamo fare ora è  creare le condizioni per la costruzione di una nuova fase del popolarismo italiano con la preparazione di una nuova classe dirigente fatta da giovani che vogliono impegnarsi seriamente in politica non per ego personale ma per semplice passione. Sono convinto che queste affermazioni potrebbero essere forse anacronistiche visti i tempi di forte antipolitica che mass media, indignados e rottamatori di vario genere vorrebbero far passare; io ritengo che ora sia il momento di creare le condizioni per fondare una vera e propria scuola di politica per i giovani che per necessità e virtù dovranno prendere le redini di questo Paese che ora vive una stagione dove l’antipolitica è parola d’ordine e dove amministrare la cosa pubblica è come un forte repellente per insetti…E’ necessario creare le condizioni di una nuova stagione di responsabilità che nei vari settori devono connotarsi con impegno civile e nuova classe dirigente. Anche nel nostro piccolo dobbiamo costruire un percorso in tal senso che rompa gli schemi rigidi del passato e apra il sistema ad una forma di popolarismo moderato, liberale, socialista riformista, laico e cattolico che con la destra riformista  può fare un nuovo percorso e scrivere le regole su cui fondare la propria ragione di esistere, dove la gente nella sua piena autonomia e coscienza esprimere una preferenza su chi ci deve rappresentare a vario titolo nelle varie istituzioni. Nei giorni scorsi leggevo sui quotidiani la proposta dei radicali friulani per la nuova legge elettorale regionale fondata su un numero di collegi uguali al numero dei candidati per collegio (un po’ il modello delle attuali elezioni provinciali), non ritengo sia una idea balzana e andrebbe approfondita. Con questo modello tutti i territori del Friuli Venezia Giulia avrebbero un rappresentante senza lasciare delle aree territoriali completamente sguarnite e prive di rappresentanza, mentre altre aree molto rappresentate da tutti gli schieramenti. Ovviamente il modello è da perfezionare e simulare, ma non la trovo una idea assurda, anzi, degna di tutto rispetto e considerazione. Ci sono poi i temi di politica economica, di sviluppo infrastrutturale, di incentivazione nel campo del turismo e agroalimentare di cui il Friuli e l’Italia tutta può fregiarsi, ahimé in un Paese dove queste possibiità sono state sempre marginalizzate invece che valorizzate; c’è anche tutto il panorama delle riforme nei vari settori che sono sempre stati fortemente corporativi e che ora giustamente devono aprirsi per conformarsi al nuovo mondo che avanza senza buttare, però, il bambino con l’acqua sporca. E’ vero che le professioni vanno riformate e snellito il sistema di presentarsi al mondo del lavoro, ma ci deve essere anche una garanzia per il consumatore che il professionista possa essere all’altezza del suo compito oltre, ovviamente, ad essere misurato dal mercato. Va anche rifondato il concetto di assistenza e solidarietà adeguandolo ai tempi nostri e distinguendo ciò che si intende per “aiuto” come sussidio e momento di sostentamento solidale e “aiuto” per l’inserimento o il reinserimento lavorativo. Ci sarebbe motivo di parlare anche della situazione del mondo della scuola a tutti i livelli e dell’adeguatezza dei nostri giovani ad affrontare in maniera adeguata il mondo del lavoro, una formazione continua che sia una costante nella vita di ognuno di noi per essere sempre aggiornati su come si evolve il mondo nella sua complessità; anche la cultura deve essere vista in modo diverso. Sicuramente non un mondo dove tutto fa tendenza ma dove  l’espressione artistica, architettonica e letteraria-musicale deve incontrarsi con la possibilità di “creare” opportunità di lavoro e di crescita economica. Quindi anche in questo campo le sempre più magre risorse delle istituzioni devono canalizzarsi in queste iniziative di management culturale che abbiano una ricaduta in campo turistico. Cosa analoga anche nello sport, dove le istituzioni devono sostenere le attività giovanili di inserimento agonistico, mentre le società a livello “senior” devono camminare con le proprie gambe e il pubblico deve solo accompagnare i processi e agevolarne il cammino valutata la bontà dell’iniziativa. Questo ovviamente dovrebbe essere un canovaccio programmatico, tra l’altro incompleto, e seguire una piattaforma di contenuti da proporre ai nostri giovani i che oggi  guardano con grande incertezza al domani. Noi abbiamo il compito di tracciare la nuova strada e…perché non iniziare dalla Città del Mosaico?

Renzo Francesconi (Sindaco di Spilimbergo)

  • Caro Sindaco, i giovani professionisti non hanno bisogno di piattaforme programmatiche, ma di incarichi professionali, non intendo fiduciari, ma di essere invitati quando ci sono competenze e presupposti, alle gare di progettazione direzione dei lavori e coordinamento per la sicurezza, di essere considerati per quanto valgono, come i professionisti più in là con gli anni.
    Quante volte è venuto il sottoscritto a chiederLe avendone i titoli (ne sono una prova gli incarichi che ho dagli altri Comuni limitrofi) di essere invitato ad una gara?
    Ebbene questo in tutto il suo mandato non è mai successo, almeno fin ora.
    Riguardo alle competenze professionali ritengo che il servizio che può fornire ad un Ente un professionista “giovane” ma ormai con dieci anni di esperienza, sia di molto migliore di un professionista, in pensione come insegnante dalla scuola, che spesso oramai gestisce solo lo studio, ed è digiuno di aggiornamento normativo e professionale, e si avvale di collaboratori per la redazione degli elaborati tecnici.
    Preciso che non è un’errore di questi, che alla fin fine fanno i loro interessi, ma di chi, a fronte di risorse nuove, preparate, desiderose, e nell’ultimo periodo anche bisognose di lavorare, che si vedono emarginate, preferisce i primi, un’amministrazione comunale che evidentemente ha altre logiche o priorità, che io non mi spiego.
    Mi dica a che titolo ho, ed abbiamo, tanto studiato (non sono l’unico) e ci continuiamo a preparare ed aggiornare continuamente su normative, procedure amministrative e tecniche, se poi un Sindaco “giovane” quale almeno anagraficamente la ritengo, promuove incarichi a persone in pensione, quando i giovani sono senza lavoro.
    Quando è stato eletto ero fiducioso e speranzoso in una ventata di svecchiamento, ed in tali termini ci siamo relazionati nei diversi incontri avuti.
    Ora, l’elenco degli incarichi professionali per lavori pubblici, con i nomi di chi è stato prima invitato alle gare, ed ha avuto poi l’incarico, non mi sembra rispecchino queste speranze.
    Mi creda, spesso penso, domani vado a parlare con il Sindaco di nuovo, forse con tutti gli impegni cui deve far fronte, si è scordato di me.
    Poi, viste le diverse volte che abbiamo affrontato l’argomento, sono amareggiato ed imbarazzato, e preferisco soprassedere, alle volte sembra perfino di dare fastidio, e chiedere e richiedere qualcosa che a mio parere dovrebbe essere normale e naturale, per chi per essere giunto dov’è non deve ringraziare nessuno, se non sua madre, risulta umiliante.
    Forse è questo il mio problema, la mia indipendenza?
    Quando poi esterno questo mio stato d’animo con colleghi ed amici, anche dello spilimberghese, con un sorriso amichevole, mi danno una pacca nella spalla e mi trattano come un ingenuotto che nonostante abbia superato i 40 anni non ha ben capito.
    Per concludere le chiedo Signor Sindaco che cosa si deve fare per essere invitati ad una gara per l’assegnazione di un’incarico professionale nel Comune di Spilimbergo, come già accennato non pretendo un incarico fiduciario, ma un invito ad una gara con tutti i crismi, dove ci sia qualcosa da progettare coordinare e dirigere, il mio lavoro, quello in cui credo, e quello per cui tanto mi sono sacrificato.
    La invito a farsi dare l’elenco degli incarichi professionali per i diversi lavori pubblici, con gli studi professionali invitati alle diverse gare, lo studio assegnatario del lavoro, la durata dell’incarico, e noterà che vi sono professionisti che hanno avuto anche più di un’incarico in contemporanea (quando un regolamento interno del Comune che Lei amministra lo vieta), altri che terminato un incarico, ne hanno ben presto avuto subito dopo un’altro, altri che ne hanno avuti ben pochi, e di natura parziale e marginale, altri che non ne hanno nemmeno avuti.
    Verifichi poi l’anagrafica, e si informi bene, più di qualcuno oltre a gestire lo studio tecnico è ormai da anni in pensione.
    Poi ci sono incarichi ed incarichi, la invito a riguardo a vedere il corrispettivo per il servizio prestato, o l’importo dei lavori dell’opera.
    Nei lavori pubblici c’è un sistema autoreferenziante, nel senso che chi più lavora più ha titoli per lavorare incrementando il curriculum (tralasciando l’aspetto, di questi tempi non marginale, che si lavora anche per vivere o meglio sopravvivere di quanto si guadagna).
    Quello che più volte Le ho chiesto è di darmi la possibilità di lavorare e crescere professionalmente, e mi creda, dopo il secondo incontro mi ero fatto anche delle illusioni, fantasticando su alcuni lavori di cui mi aveva accennato in programma nel Comune, pensando, da ingenuo appunto, nel passeggiare per Spilimbergo, che soluzioni progettuali avrei adottato, perché sono ancora talmente ingenuo da pensare che un professionista sia tenuto a trovare la soluzione progettuale migliore, che di solito, non è mai la più semplice.
    Ebbene questi lavori sono stati progettati e realizzati in modo molto diverso, e tralasciando nel dettaglio ogni giudizio, ritengo che l’errore non è di chi ha ricevuto l’incarico, ma di chi in qualche modo o forma gliel’ha assegnato.
    Poi nella nota sopra ha toccato il tema delle competenze e professionalità, le assicuro che anche in merito negli incarichi professionali assegnati in questi anni, è successo che chi lo ha ricevuto, non ha fatto altro che avvalersi di altro tecnico per espletarlo, in una forma di subappalto.
    Rimango a disposizione qualora lo ritenga per un confronto, e soprattutto le sarei infinitamente grato se mi spiegasse come si fa ad essere invitati ad una gara di progettazione direzione dei lavori e coordinamento per la sicurezza nel Comune di Spilimbergo.

    Mi permetto di suggerire anche il programma per le future elezioni, che consiste nel pretendere, con un controllo reciproco, che ognuno riprenda a fare il suo lavoro con principi di diligenza e competenza, e solo dopo questi requisiti, richieda il giusto corrispettivo economico, il falegname i mobili fatti bene, l’ingegnere o il professionista in genere i progetti corretti e per opere coerenti con le esigenze di chi dovrà servirsene, il politico il buon amministratore, con una visione di lungo termine, nel rispetto delle esigenze della comunità (che senza giovani che crescono con competenze e capacità è destinata a morire, ad avvitarsi su se stessa) e non negli interessi di pochi, l’insegnante ad insegnare, l’impiegato comunale a dare il servizio per cui è preposto.
    Spesso, a me pare, che negli ultimi anni c’è stato in generale “un appiattimento finanziario”, con gestioni meramente economiche, che poco hanno badato al risultato del servizio del lavoro realizzato, e troppo spesso gli scaltri e furbi sono stati premiati, a scapito della meritocrazia, di chi crede nel lavoro che svolge, non è figlio di un dirigente di partito o parente di un politico, o non ha la tessera di un partito, o non è figlio dell’imprenditore che va per la maggiore, insomma di chi in una sua indipendenza economica e di pensiero, quello che ha se l’è guadagnato, non riferendomi con ciò a proprietà immobiliari o finanziarie, ma a competenze professionali, tecniche e gestionali, di cui la comunità non deve essere privata.

    Nel ringraziarLa per l’attenzione postami, la saluto.

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